La psicoanalisi nell'era delle neuroscienze: Who's Who

 

Vilanayanur S. Ramachandran
Una delle 100 persone più influenti al mondo, secondo Time Magazine (2011), Vilanayanur S. Ramachandran è un neurologo e neuroscienziato eclettico, originale e affascinante. Le sue origini dal sud dell'India, il suo impressionante background scientifico e la sua vasta esperienza culturale sono le fondamenta del suo lavoro di mente aperta e in espansione. Ha completato gli studi di medicina a Chennai e gli studi post-laurea a Cambridge, dove ha ottenuto un dottorato di ricerca. Attualmente è Direttore del Center of Brain and Cognition presso l'Università della California, San Diego, nonché Professore Aggiunto di Biologia presso il Salk Institute.  I suoi titoli e riconoscimenti sono troppi per poterli elencare, ma va detto che è stato premiato dalle istituzioni più prestigiose, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, dall'Europa all'India. Famoso in tutto il mondo per i suoi studi sull'arto fantasma, Ramachandran ha dimostrato che la persistenza della rappresentazione cerebrale dell'arto mancante è alla base delle percezioni e del dolore legati all'arto perso. Inoltre, ha proposto un metodo semplice e innovativo - la mirror box - per ridurre il dolore dell'arto fantasma attraverso la stimolazione visiva dell'arto controlaterale, al fine di riorganizzare le mappe neurali. La sua ricerca è anche correlata a una vasta area cervello-mente fisiopatologica, tra cui la sinestesia, la sindrome di Capgras, la relazione tra cervello e linguaggio, la coscienza, le basi neurali dei fenomeni religiosi e molti altri argomenti. Con oltre 180 pubblicazioni, Ramachandran è considerato uno dei neuroscienziati più eminenti al mondo. Ramachandran non ha mai nascosto la sua ambivalenza verso la psicoanalisi, cioè un profondo fascino e contemporaneamente una distanza da aspetti che considera privi di fondamento scientifico. Tuttavia, insieme alla rivoluzione copernicana e darwiniana, Ramachandran valuta la concettualizzazione dell'inconscio di Freud come una delle tre rivoluzioni fondamentali nella storia del pensiero scientifico.  La psicodinamica freudiana è correlata a basi neurologiche in alcuni lavori di Ramachandran e mostra un particolare interesse per i meccanismi di difesa. La base neurologica a volte è in conflitto con la comprensione psicodinamica di determinate patologie. Ad esempio, per la psicoanalisi, il feticismo ha un'origine psicogena ben nota, come evidenziato negli scritti dello stesso Freud e degli autori post-freudiani. Secondo Ramachandran, la rappresentazione cerebrale dei genitali è molto vicina alla rappresentazione del piede, e in alcuni soggetti c'è una sorta di sovrapposizione che spiega l'eccitazione sessuale dovuta alla stimolazione del piede del partner - tramite i neuroni specchio, il la stimolazione eccita il soggetto. Una situazione simile si verifica in una sindrome rara, l'apotemnofilia: il paziente non riconosce un arto e sente il bisogno irrefrenabile di amputarlo. Secondo Ramachandran, una mancanza di rappresentazione di quell'arto provoca il disturbo della percezione di un arto che non appartiene - neurologicamente - al paziente. Il desiderio - o il bisogno - di eliminarlo è causato da questa percezione sbagliata. Una spiegazione psicodinamica della sindrome è, secondo Ramachandran, errata. Ma, ci si potrebbe chiedere, potrebbe una certa costellazione psichica, durante la prima infanzia, o anche durante la vita prenatale, indurre questa particolare alterazione neurologica e conseguente mancanza di rappresentazione, che porta all'apotemnofilia? Secondo Ramachandran, alcuni disturbi di genere possono essere correlati a forme simili di alterazioni cerebrali. Negli ultimi anni, in continuità con la concettualizzazione della neuroestetica di Semir Zekis, Ramachandran ha studiato quest'area affascinante, proponendo (insieme a W. Hirstein), una concezione originale della "bellezza" orientata all'evoluzione. Gli interessi di Ramachandran coprono numerose aree di diverse discipline, dalla poesia alla musica, dalla paleontologia (a lui è stato intitolato un dinosauro, Minotaurasaurus Ramachandri) all'archeologia (ha pubblicato un articolo sulla somiglianza delle scritture dell'Indo e dell'isola di Pasqua).  

Claudia Spadazzi, MD Full Member, Società Psicoanalitica Italiana (SPI)
 



Joseph Le Doux
Joseph Le Doux è il leader e autore della rock band "The Amygdaloids" - un lato sorprendente di uno dei più famosi ed eminenti neuroscienziati del mondo. Nato in Louisiana, Le Doux vive e lavora a New York City, dove è direttore dell'Emotional Brain Institute e membro di facoltà del Center For Neural Science, New York University. È anche membro della National Academy of Science. I suoi studi cardine sui circuiti neuronali, e in particolare sul circuito difensivo di sopravvivenza alla base di emozioni come la paura e l'ansia, sono ben noti sin dagli anni Ottanta, quando le sue ricerche evidenziarono l'importanza del sistema limbico e in particolare il ruolo dell'amigdala. LeDoux sottolinea l'importanza dei circuiti corticali nell'esperienza e nella comprensione dei disturbi di paura e ansia. Recentemente ha riformulato la sua teoria come una divisione concettuale "a due sistemi" corrispondente a due classi di risposte a una minaccia: a) cambiamenti nella risposta del cervello e del corpo b) stati di ansia e paura coscienti. In contrasto con la corrente principale dell'attuale teoria neuroscientifica, che collega la paura all'attività neuronale sottocorticale del tronco cerebrale, LeDoux si concentra sul sistema linguistico multicomponente come funzione corticale indispensabile della mente che è necessaria per valutare e riconoscere le emozioni. Il concetto estremamente complesso di coscienza, con i suoi tripli livelli, ovvero rappresentazione di primo ordine, di ordine superiore (HOR) e rappresentazione di ordine superiore di una rappresentazione (HOROR), è un'altra area della sua ricerca, intrecciata con emozioni e memoria. Per gli psicoanalisti, il pensiero di Ledoux è molto rilevante da un punto di vista teorico in modi fondamentali: per le sue implicazioni sulla plasticità sinaptica del sistema neuronale e la conseguente efficacia della psicoterapia; per quanto riguarda la comprensione delle emozioni e l'importanza del linguaggio; rispetto ai suoi studi sulla coscienza e la sua relazione con i meccanismi inconsci e difensivi. Inoltre, da un punto di vista clinico, le dinamiche neuronali di ansia, paura, attacchi di panico e fobie sono estremamente utili per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento.  

di Claudia Spadazzi